|

dagli
antichi documenti Sanscriti Indiani
Gli
antichi documenti indiani in sanscrito,
riferiscono di creature-divinita' provenienti
da altre parti dell'Universo su carri
volanti conosciuti con il nome di Vimana
, curiosamente impegnate a contendersi
le donne terrestri.
Il Ramayana
è pieno di descrizioni di tali
immense aeronavi; per esempio, il
carro del re di Lanka, Vibhasana,
viene cosi' descritto: " Quel
carro si muove da sè, era tutto
lucente e dipinto: aveva due piani
e molte finestre molte camere e
tante bandiere; mentre volava emetteva
un suono melodioso che sembrava
un mormorio".
Sempre
in tale testo, l'intervento di Garuda
in difesa di Rama nel corso
della guerra tra quest'ultimo ed il
perfido Ravana viene cosi' descritto:
" improvvisamente si levo' un
grande vento che fece tremare le
montagne, e si vide una fiamma
di fuoco che navigava nell'aria".
Su
un altro testo, il Mahabharata,
possiamo poi leggere: "scorgemmo nel
cielo una cosa che sembrava una
nube luminosa, come delle fiamme di
un fuoco ardente. da questa massa
emerse un enorme Vimana scuro che
lancio' dei proiettili fiammeggianti. Si
avvicino' al suolo a velocita'
incredibile, lanciando delle ruote di
fuoco"
Ed
ancora, sempre in uno dei libri
del Mahabharata ( il vanaparvan ), nella
parte in cui si riferisce della
guerra tra Arjuna e gli Asura ( demoni
), troviamo scritto: "Arjuna sali'
nei cieli per ottenere le armi
divine dagli esseri celesti ed
imparare ad usarle. Durante la sua
permanenza, Indra, Signore dei cieli,
presto' ad Arjuna il proprio carro
volante, pilotato dal suo abile
assistente Malati. Il velivolo poteva
anche viaggiare sott' acqua".
In
aggiunta, il Varnaparvan riferisce di
un viaggio dello stesso Arjuna nei
cieli con la sua macchina volante
e della scoperta da parte di
quest'ultimo di una citta' situata
nello spazio e ruotante intorno al
proprio asse denominata Hiranyapura.
Nel
Samaranga Sutradhara si specificano
addirittura alcuni dettagli tecnici degli
aeromobili Vimana: " Forte e
durevole deve essere il corpo, come
un grande uccello volante, di
materiale leggero ".
Il
potere distruttivo del Vimana doveva
inoltre essere enorme: il fatto che
possedessero una vasta gamma di armi
letali, si evince chiaramente dalle
furibonde battaglie aeree raccontate
dai testi Vedici, che richiamano alla
mente i combattimenti della saga di
Star Wars.
Il Mausola
Parva, ad esempio, parla di un
raggio della morte che in pochi
attimi poteva incenerire intere armate
e provocare nei sopravvissuti la
caduta delle unghie e dei capelli (
effetto che non puo' ricordare quello
provocato dalle bombe atomiche ).
In
un altro testo, precisamente il Drona
Parva, vi è l'interessante descrizionedegli
effetti provocati da un'arma di nome
Agneya: " Una freccia sfolgorante
che possedeva lo splendore del fuoco
senza fumo venne lanciata .
All'improvviso, una densa oscurita' avvolse
gli eserciti.
Venti
terribili cominciarono a soffiare. Le
nuvole ruggirono negli strati superiori
dell'atmosfera, facendo piovere sangue.
Il
mondo , ustionato dal calore di
quell'arma, sembrava in preda alla febbre.
Perfino
l'acqua si riscaldo', e le
creature che vivono nell'acqua parvero
bruciare. I nemici caddero come
alberi arsi da un incendio devastatore".
Anche
qui' appaiono chiare le analogie con
gli effetti provocati dalle esplosioni
nucleari.
Il Ramayana riferisce che: " Il
figlio di Ravana possedeva un'arma
molto terribile che dicevano fosse
stata donata dal dio Brahma: aveva
la caratteristica di esplodere durante
il suo percorso e di incinerire
qualsiasi bersaglio ".
una
bomba teleguidata ?
Semplici
miti e leggende tramandatisi di
generazione in generazione ?
Cosi'
non sembrano pensarla diversi studiosi
ed esperti delle opere indiane.
Secondo
il prof. Dileep kumar kanjilal, docente di
sanscrito presso l'istituto di sanscrito
di Calcutta, l'unica deduzione logica
che si puo' ricavare dallo studio
di questi testi è che la terra
, migliaia di anni fa, deve aver
conosciuto una civilizzazione con una
conoscenza scientifica sufficiente a
costruire aerei e colonie orbitanti
intorno alla terra.
Lo
scrittore e studioso di sanscrito
Subramanyam Iyer, che ha passato
diversi anni della sua vita a tradurre
i Shastras ( testi scientifici vedici ),
sostiene di avervi scoperto la
descrizione di numerose differenti leghe
metalliche sconosciute e le loro
applicazioni per la costruzione delle
fusoliere dei Vimana.
A
dargli man forte è intervenuto il
dott. C.S.R. Prabhu, Direttore Tecnico del Centro
Informatico Nazionale, il quale sostiene
di essere gia' riuscito a preparare
alcuni materiali descritti.
A
suo dire si tratterebbe di super-leghe
con proprieta' sconosciute nei tempi
moderni, utilizzabili nel settore
aeronautico, e in quello della
tecnologia spaziale e nella difesa.
E
aggiunge che i campioni, preparati in
base alle formule ritrovate, hanno
avuto modo di essere collaudati non
solo in India, ma anche all'estero:
per esempio, dall'Universita' di S.Josè
in California.
Altro
ricercatore convinto della veridicita' dei
racconti vedici era lo scomparso
scrittore inglese nato in India, David
Davenport, esperto di sanscrito e di
tradizioni popolari indiane.
Giunto
agli onori delle cronache una ventina
d'anni fa per avere sostenuto con
forza la tesi di un'esplosione
nucleare avvenuta millenni fa nel
bacino della valle dell'Indo, con
epicentro a Mohenjo-daro, nell'attuale
Pakistan, egli ottenne un'inaspettata
conferma dalle analisi effettuate dagli
esperti del C.N.R. di Roma.
I
bracciali, le anfore e le pietre
da lui raccolti in loco ( che si
mostravano come vetrificati ) risultarono essere
stati esposti in passato ad una
temperatura di circa 1500° seguita da
un brutto raffreddamento.
Cio'
che si puo' certamente dire è
che non esiste nessuna calamita'
naturale che avrebbe potuto procurare
simili effetti sugli utensili e sul
terreno del posto, nè tantomeno
alcuna battaglia combattuta con lance
e spade.
In
conclusione dunque, alcune parti delle
opere sacre indiane, alla luce delle
conquiste scientifiche, se spogliate dal
loro alone mitologico, sembrano trasmettere
un chiaro messaggio: il futuro è
un'ombra che si è proiettata su
di noi.

Ritorna
a: ANTICHE CIVILTA
|