Sugli altipiani del nord del Peru', a 4000 metri di altezza, all'estremità sud-est del lago Titicaca, si stendono molti ettari di rovine: quelle di Tiahuanaco .

Vi sono molte piramidi tronche, enormi monticelli artificiali, una piramide  a gradini di 15 metri di altezza, monoliti, vaste piattaforme di pietra, il tutto al di sopra di stanze sotterranee.

Che popolo abitava l'antica città di Tiahuanaco ?

Il monumento piu' impressionante di questa antichissima città è la Porta del Sole .

Alta 3 metri e larga 6, tagliata in un unico blocco di pietra di 100 tonnellate, è decorata da 48 figure divise in tre file che circondano uno strano personaggio che gli Andini chiamano "dio".

Tutte le rovine di Tiahuanaco sono proporzionate alla Porta del Sole. La sovrapposizione di blocchi di  e di 60 tonnellate forma dei quadrilateri, tenuti insieme gli uni con gli altri con cerniere di rame. Le lastre di pavimentazione di 5 metri , tagliate in un solo blocco di pietra, i pilastri di pietra qua e là spezzati e sparpagliati nella pianura mettono in difficoltà gli archeologi: chi ha potuto costruire questi monumenti ?

Le immense statue trovate sul posto rendono ancora piu' affascinante il mistero di questa città. Infatti, a parte le vaste proporzioni, esse non hanno tra loro alcun punto in comune, anzi presentano una varietà di razze impressionante: una rappresenta un tipo negroide dalle labbra carnose e il naso schiacciato, un'altra un tipo dai tratti europei, le labbra sottili e il naso diritto. Quale razza popolava dunque l'antica città di Tiahuanaco ?

La città era già in rovina quando arrivarono gli spagnoli, o comunque completamente disabitata e abbandonata. Le testimonianze dei cronisti dell'epoca ci descrivono Tiahuanaco com'era nel XVI secolo.

La testimonianza dei conquistatori spagnoli.

Garcilaso de la Vega scrive: "L'opera piu' bella è una collina costruita dagli abitanti della città che hanno voluto copiare la natura. Per impedire alla massa di terra di sfaldarsi, avevano costruito come fondamenta enormi muraglie rinzaffate alla perfezione...da una parte, vediamo due giganti di pietra con copricapo e lunghi mantelli... molte delle mastodontiche porte sono state costruite in un solo blocco ".

Diego d'Alcobaca : "In mezzo agli edifici di Chuquiyutu ( altro nome di Tiahuanaco) sul bordo del lago, vi è una piazza di  metri di lato e su un lato di questa piazza c'è una sala coperta, lunga 14 metri. La piazza e la sala formano un solo insieme e questo straordinario capolavoro è stato scavato nella roccia. Ancora oggi vi si possono vedere delle statue che rappresentano uomini e donne, cosi' perfette da sembrare vive. Alcune  figure sono nell'atteggiamento di gente che beve, altre hanno l'aria di essere sul punto di attraversare un ruscello e altre ancora sono donne che porgono il seno ai loro bambini".

Jimenez de la Espada : "Si puo' ammirare un palazzo che è la vera ottava meraviglia del mondo. Pietre lunghe 37 piedi e larghe 15 sono collocate in modo che si incastrano le une nelle altre senza che si possano vedere i raccordi".

Cieza de Leon : "In un gigantesco palazzo... vi è una sala lunga piedi e larga 22, con un tetto costruito come quello del tempio del sole di Cusco. Questa sala ha molte porte e finestre. La laguna bagna i gradini che portano nell'atrio. Gli indigeni dicono che si tratta del tempio consacrato a Viracocha, il creatore del mondo".

Le rovine risalgono a prima dell'arrivo degli Inca.

Cosa ancora piu' strana, l'abbandono di Tiahuanaco è molto anteriore all'arrivo degli Spagnoli:

"Sembra pressoché certo ". scrive il professor Poznansky, "che quando gli imperatori inca invasero la Bolivia, trovarono queste rovine nello stato in cui le trovarono a loro volta gli Spagnoli qualche secolo piu' tardi. i nuovi padroni del paese entrarono in una città completamente deserta, in cui le strade meravigliosamente pavimentate, le piazze pubbliche, i magnifici edifici, i templi e i resti degli acquedotti testimoniavano da soli la grandezza passata e lo splendore della civiltà che regnava un tempo sulle rive del lago Titicaca. Tra le rovine, si potevano ancora vedere mucchi di pietre squadrate e già pronte per la costruzione di nuove case. Gli Spagnoli restarono a loro volta meravigliati nel vedere questi enormi blocchi di granito di cui alcuni pesavano da 60 a 200 tonnellate, ma quello che li lascio' ancor piu' sbalorditi fu il vedere, nelle costruzioni ancora in piedi, questi monoliti tenuti insieme da zanche d'argento di dimensioni cosi' considerevoli che alcune pesavano centinaia di chili.

Le rovine di Tiahuanaco comprendono numerosi edifici preistorici, di cui il piu' interessante è il Tempio del Sole, con il suo maestoso porticato. Il tempio si erge, gigantesca piramide tronca, ad un'altezza di circa 40 metri.

Non di minore interesse è l'unica statua ancora intatta, chiamata dell' Uomo barbuto ".

Secondo l'archeologia classica due sono le epoche in cui si puo' suddividere questa civiltà : Tiahuanaco I°, precedente all'età Cristiana; Tiahuanaco II°, che avrebbe conosciuto il suo apogeo tra il 500 e il 1000 dopo Cristo e che avrebbe poi avuto una completa decadenza prima dell'arrivo degli Inca. Ma in cosa consiste questa civiltà ! E' ben difficile dirlo, dal momento che si tratta, nel senso proprio del termine, di una civiltà "preistorica", cioè che non ha lasciato tracce scritte.

" Terra dei guanaco " ?

" Città eterna degli uomini-sole " ?

Il primo problema che si pone riguarda il nome stesso di Tiahuanaco. Che cosa significa? Forse sono stati gli Spagnoli a darle questo nome: tierra huanaco, cioè la "terra dei Guanaco ". O forse sono stati gli Inca, secondo la tradizione riportata da padre Bernabè Cobo: "gli abitanti di Tiahuanaco raccontano che la città si chiama cosi' perché l'Inca vi si trovava quando arrivò un corriere con una rapidità straordinaria. Avendolo saputo, l'inca volendo rendergli onore, lo paragonò a un Guanaco animale della regione che corre molto velocemente... La città conservò il nome di Tiahuanaco".

Ma esistono ben altre etimologie possibili : Titi Wanako, "la città del Guanaco di stagno", il Guanaco di stagno era l'emblema degli Aymara, " a ricordo del lama bianco, primo animale sfuggito al diluvio"; Tiha-Huana-Cota, "il luogo dove è rimasto in secco il lago"; TiaI-Huanabko, "il paese sotto l'acqua del dio onnipotente", Intiwa-Wan-Hake, "la città eterna degli Uomini-Sole"; Tihuana, "pietra tolta" e Co, "acuqa"; Ti-Wa-Na-Co, " luogo dove si congiungono la terra e l'acqua"; la lista potrebbe continuare all'infinito.

Ma molto spesso in tutte queste ricerche etimologiche o leggendarie si ritrovano il tema dell'acqua; non bisogna dimenticare infatti che il lago Titicaca è molto vicino. E la sua acqua è salata !

" In seguito ci si è resi conto che queste rovine risalgono a prima del diluvio "

Altre testimonianze sorprendenti vengono a complicare ancora questo strano problema acquatico!

Cosi'  un prelato spagnolo del XVII secolo racconta questo aneddoto ( bisogna precisare che le "pietre inca" di cui parla sono quelle di Tiahuanaco ): " All'epoca della costruzione del ponte di San Francisco ", racconta il vescovo Antonio del Castro  Y Castillo in visita alla diocesi paceno nel 1650, "quando l'acqua arrivava alle porte del convento e si temeva che avrebbe potuto causare gravi danni i vicini e i religiosi, vedendo che le pietre inca erano cosi' belle, regolari, e ben squadrate, decisero di utilizzarle per la costruzione del ponte. Ma non ce n'erano a sufficienza e i religiosi ne furono molto afflitti. "Frugarono il terreno intorno alle rovine, ma invano. Disperato, uno di loro, mentre diceva la messa il 4 ottobre, supplicò il cielo di lasciargli scoprire le pietre necessarie per terminare un'opera cosi' importante per la regione e la città. Quindi si mise a scavare la terra. A tre metri di profondità, portò alla luce tanti di quei blocchi che ce ne furono abbastanza non solo per finire l'opera ma per farne altre e per costruire una chiesa molto piu' grande".

E il vescovo conclude: "Se ne deduce che se Tiahuanaco fosse stata opera degli Inca, come si credeva all'inizio, le pietre non avrebbero potuto essere interrate cosi' profondamente... In seguito ci si è resi conto che queste rovine risalgono a prima del diluvio".

Ora, di questo diluvio le leggende peruviane parlano molto lungamente. Nel 1574 dopo un giro nel paese, un prete, padre Josè de Acosta, raccontava: "In questa provincia non si parla che del diluvio, senza che ci si possa definire se si tratti del diluvio universale di cui narrano le Sacre Scritture o di qualche inondazione particolare della regione abitata dagli Indiani. Per quanto mi riguarda ", nota Acosta, " sono del parere di coloro che pensano che i resti e le tracce di questo diluvio non sono quelli del diluvio di Noè, ma di un altro, come quello di cui parla Platone o ancora quello cantato dai poeti di Deucalione".

Duemila anni fa esistevano ancora i mastodonti.

Ma quando sarebbe avvenuto questo diluvio ?  per spiegare la costruzione di Tiahuanaco e il trasporto di queste pietre gigantesche, si puo' supporre per esempio che il diluvio abbia coinciso con un innalzamento delle terre, capace di portare a migliaia di metri di altezza una città che era un tempo molto piu' bassa.

Teoria difficile da sostenere per persone ragionevoli, in quanto i geologi sanno datare con grande precisione questo genere di fenomeni, che risalgono a centinaia di migliaia, e anche a milioni di anni...

L'ipotesi sarebbe scientificamente da escludere. Tuttavia altri fatti tenderebbero a confermarla: sulla costa peruviana, nel 1920, un professore, Julio tello, ha scoperto dei vasi decorati con figure di lama.

Questo animale è molto frequente in tutta la regione, niente quindi di apparentemente strano in questo ritrovamento. Ma un esame attento ha rivelato che gli zoccoli di questi lama erano disegnati con cinque dita... mentre i lama attuali hanno lo zoccolo diviso solo in due parti. I paleontologi sanno che nel corso dell'evoluzione, molti secoli fa, sono esistiti dei lama a cinque dita e effettivamente in questa regione sono stati scoperti scheletri di lama a cinque dita.

Questo non significa per forza che essi risalgono a milioni di anni fa, ma che, a causa di qualche ragione climatica, essi hanno resistito all'evoluzione in questa regione del mondo. Nello stesso modo, è stato quasi provato che fino a solo 2000 anni fa vi erano ancora i mastodonti, cioè elefanti giganteschi come i mammut, nella valle dell'Equatore...

Dal 1928 al 1937, l'archeologo tedesco Kiss ha pero' studiato una statua stilizzata di Tiahuanaco che rappresenta un toxodonte, animale le cui ossa fossili sono state scoperte nella regione e che ha potuto vivere solo nel terziario.

All'epoca della creazione del mondo

Per questo non ci deve meravigliare che alcuni abbiano creduto che Tiahuanaco risalga molto in là nel tempo. Queste ipotesi sono tutte ispirate dal celebre teorico nazista della "terra vuota" Hans Horbiger, il quale riteneva che Tiahuanaco fosse stata fondata e abitata da giganti e che fosse la piu' antica del mondo, già esistente almeno 100.000 anni fa.

I resti e le leggende Inca, se sollecitate con un po' di immaginazione, possono dare corpo a queste folli teorie. Per esempio, Gonzales de la Rosa commenta cosi' un manoscritto inca, tradotto nel XVI secolo dall'interprete Catari, sull'origine di Tiahuanaco:

"Il nome originario di Tiahuanaco era Chucara. La città era completamente sotterranea e in superficie non c'era che il cantiere per tagliare le pietre e il villaggio degli operai.

"La città sotterranea darebbe la chiave di una straordinaria civiltà che risale a tempi lontanissimi".

Alla città si accedeva attraverso molte entrate, che furono viste dal grande naturalista francese Alcide d'Orbigny e dai viaggiatori Tsogudi, Castelanu, Squier, i quali parlano di gallerie scure e fetide che sboccavano nella cinta di Tiahuanaco.

Questa città sotterranea era stata costruita per permettere agli abitanti di trovarvi una temperatura piu' clemente, cosa che prova con certezza che l'altitudine non è cambiata.

Vicino al lago Titicaca si ergeva un palazzo di cui non rimane piu' nessuna traccia, dal momento che la sua costruzione risalirebbe, secondo i testi, all'epoca "della creazione del mondo".

Il primo signore di Chucara, che significa "Casa del Sole", si chiamava huyustus; egli aveva diviso il globo in molti reami. Gli ultimi abitanti di Chucara non sono stati gli Aymara, ma i Quechua.

A Tiahuanaco, i morti venivano sepelliti coricati. Nelle isole del lago viveva una razza bianca e barbuta.

Nell'era dei tapiri giganti vivevano esseri umani palmati...

Nelle Ande vive un personaggio curioso, Beltran Garcia, discendente del grande scrittore ispano-inca Garcilaso de la Vega e rinnovatore della religione inca del Sole.

Quest'uomo afferma di possedere molti documenti sulla fondazione di Tiahuanaco, che ha ereditato dal suo antenato.

ecco il primo di questi testi, commentato da Garcia:

"Gli scritti pittografici di Tiahuanaco dicono che, nell'era dei tapiri giganti, certi esseri umani molto evoluti, palmati e con sangue differente dal nostro, provenienti da un altro pianeta, trovarono di loro gradimento il lago piu' alto della Terra. Nel corso del loro viaggio interplanetario, i piloti lanciarono i loro escrementi senza atterrare e diedero al lago la forma di un essere umano coricato sul dorso. Essi non dimenticarono l'ombelico, luogo dove si poserà la nostra prima Madre, incaricata dell'inseminazione dell'intelligenza umana.

Questa leggenda ieri ci avrebbe fatto sorridere.

Oggi i nostri uomini rana copiano artificialmente le dita palmate dei coloni di Tiahuanaco.

Gli indigeni andini vivevano ad altitudini nelle quali un bianco non avrebbe potuto acclimatarsi, e questa è la prova che può esistere un altro sangue. Con i loro potenti telescopi, i visitatori siderali cercano quindi un'altitudine e un lago favorevole al loro organismo e alla loro vita anfibia.

Il significato di "escrementi" potrebbe essere: una cosa spinta fuori dall'aeronave per modificare i contorni del lago: forse la bomba atomica?

Da notare che per rovinare la tradizione e discreditare il lago nell'animo degli Andini, le carte geografiche, lo raffigurarono fino al 1912, con una forma quasi rotonda. Al nome legittimo di Titi ( lago del mistero del sole) venne aggiunto il suffisso caca che, in molte lingue significa escremento.